La Parola di Dio è efficace

Ricorda che quando leggi la Parola di Dio, che tu ci creda o no, che tu capisca o no, che tu sia attento o no, essa opera in te. È veramente efficace. Per aiutare ed assecondare tale efficacia, accostati con buona disposizione ad essa.

La Parola di Dio è “datata”

Il testo che leggi è stato scritto tanti tanti anni fa. Precisamente la Bibbia non è un singolare, ma un plurale (“ta biblia”): è infatti un insieme di libri differenti scritti da parecchi autori in posti diversi (Roma, Patmos, Gerusalemme, Babilonia e molti altri ancora) e in tempi molto diversi (è stata iniziata circa 3200 anni fa e composta per circa 1300 anni: più unica che rara!).

La Parola di Dio è ispirata

Noi crediamo che la Bibbia sia ispirata. L’ispirazione in senso cattolico non è una dettatura (come ad esempio per i musulmani: nella loro prospettiva il Corano è ispirato in quanto dettato direttamente da Allah a Maometto), ma Dio ispira l’autore umano il quale scrive secondo il proprio estro e la propria cultura, ma nel suo scritto Dio rivela delle verità utili per l’uomo. E Dio non è interessato q rivelare tanto il “come” di un evento, quanto il “perché”. Perciò leggere il racconto della creazione pensando che esso racconti come essa sia avvenuta è un po’ ingenuo: il vero scopo del racconto della creazione non è dirci che è durata sette giorni, ma che ha una strutturazione gerarchica in cui il culmine del creato è l’uomo e la pienezza di tutto sta nel riposare in Dio (settimo giorno).

L’ispirazione passa attraverso la cultura

Alcuni brani della Sacra Scrittura lasciano un po’ perplessi: Dio ordina dei massacri! E poi ci sono dei patriarchi che hanno più mogli e concubine (addirittura il re Davide!), qualcuno sacrifica dei figli, ci sono omicidi, adulteri, e così via... Come si interpreta la Sacra Scrittura, allora? Bisogna ricordare che per quanto riguarda l’Antico Testamento ci separano dalla stesura dei brani dei secoli o - meglio - millenni; inoltre la mentalità semitica è ben diversa dalla nostra, per cui bisogna imparare a interpretare il testo. Ad esempio: Dio manda Mosè e Aronne dal Faraone per indurlo a lasciare uscire il popolo di Israele dall’Egitto. Ma nello stesso tempo Dio dice che indurirà il cuore del faraone (Es 4,21; 7,3) che non li farà partire. Cosa significa? La mentalità semitica fa saltare alla causa prima: Dio compie attraverso Mosè e Aronne dei prodigi; il faraone dinanzi ad essi indurisce il suo cuore; quindi è Dio che, con i suoi prodigi, ha fatto indurire il cuore del faraone. Non è il modo in cui ci esprimeremmo noi, ma l’Antico Testamento è scritto così...

Leggi velocemente

Lo scopo della nostra lettura della Bibbia non è fare meditazione, ma semplicemente leggere. Per fare meditazione bisognerebbe usare brani molto più ridotti. E quando si parla di leggere si intende leggere per essere informato, per sapere cosa c’è scritto, senza pretendere di comprendere tutto. Segnarti i brani che non hai capito è una cosa molto utile: un domani potrai tornarci sopra e chiedere aiuto.

La Bibbia è stata “redatta”

Il testo che leggi è il frutto di un lungo processo di formazione. Si è partiti da tradizioni orali che sono il nucleo più antico della Bibbia. Spesso il modo migliore era quello di tramandare una tradizione con il canto, tant’è vero che uno dei brani più antichi della Bibbia è Esodo 15, il cantico di Mosè dopo il passaggio del Mar Rosso. Con l’andare dei secoli, le tradizioni sono state messe per iscritto, ma non tutte erano identiche: in luoghi differenti (nord di Israele piuttosto che sud...) erano presenti tradizioni differenti, almeno in parte. Ad un certo punto, per molti libri della Bibbia, è avvenuto un lavoro di redazione: qualcuno ha raccolto i testi delle diverse tradizioni e li ha utilizzati per stendere un racconto unitario. Talvolta le singole tradizioni sono ritenute così preziose da accostarle (o addirittura mescolarle) l’una all’altra, anche a costo di avere delle contraddizioni. Ad esempio abbiamo due racconti separati sulla creazione dell’uomo (capitoli 1 e 2 di Genesi); mentre per quanto riguarda la manifestazione di Dio (teofania) al monte Sinai (Es 19,16-25) ci sono due tradizioni mescolate: l’una della manifestazione di Dio nel quadro di un’eruzione vulcanica (v. 18), l’altra la descrive come una bufera (vv. 16.19).