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Stiamo vivendo la III guerra Mondiale a pezzi?

INTERVENTO DI GIULIETTO CHIESA A GIOIA PIENA GRUPPO UNIVERSITA’

 “Sono qui perché sono stato chiamato dai giovani“, così ha esordito il Giornalista Giulietto Chiesa, fondatore della web-tv Pandora TV, in una sala dei Chierici (Biblioteca Berio) gremita oltre la capienza naturale nell’evento organizzato dai ragazzi del gruppo università di GioiaPiena. Il suo intervento accalorato comincia con una denuncia senza mezzi termini verso tutti i media principali, accusati di nascondere e distorcere volutamente l’informazione allo scopo di piegarla al Pensiero Unico. I media, infatti, sarebbero in mano a un élite d’estrazione economico-finanziaria così come l’economia mondiale, controllata principalmente da due o trecento “padroni universali” appartenenti in larga parte all’Occidente. Negli ultimi 30 anni hanno accresciuto la loro ricchezza senza sosta sino a inventarsi la finanza speculativa che cresce creando denaro elettronico. Tuttavia, come ha dichiarato il magnate Rotshild poco tempo fa, “adesso stiamo entrando in acque inesplorate”. La produzione di merci non cresce più, siamo ai limiti dello sviluppo, per la prima volta le nuove generazioni sanno che vivranno peggio dei genitori e a proposito cita l'enciclica laudato sì indicandolo come il documento più avanzato sinora prodotto in questa materia; inoltre, rispetto agli anni ’90, sono sorti giganti che possono fermare i piani egemonici occidentali: la Cina, che è diventata la principale potenza economica quando 60 anni fa era un paese del “terzo mondo”, e la Russia che ha ricostituito un arsenale militare capace ormai di resistere all’esercito della NATO. Il vero rischio di una guerra mondiale è rappresentato dall’apparato economico-militare degli USA che crede di fare anche del XXI secolo un “secolo americano”. Gli eserciti nato capitanati dagli USA si stanno preparando da tempo a debellare chiunque persegua una politica autonoma, in primis Russia e Cina. Giulietto si è poi riservato di offrire anche qualche prospettiva sul che fare. Innanzi tutto, avverte, “ciascuno legga e studi continuamente” anche attraverso canali d’informazione alternativi e ciascuno allarghi le proprie conoscenze agli altri. Infine, il giornalista ha fatto appello alla “difesa del territorio”: prima di tutto difendere le nostre teste dai media e dalla pubblicità; in secundis, ciascuno nel proprio contesto cittadino si aggreghi per difendere e recuperare il patrimonio pubblico e paesaggistico, citando ad esempio il movimento “NO TAV”. È seguito un partecipato dibattito con molte domande e osservazioni fatte anche dai ragazzi, che sarebbe proseguito ben oltre l’orario di chiusura della sala.