“Un tempo sognato”: sabato 10 giugno 2023 al Porto Antico l’evento del secondo anno del cammino sinodale

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“Io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare”.
Ivano Fossati ci ha gentilmente concesso di prendere in prestito questo suo verso per l’evento del secondo anno di Cammino sinodale, sabato 10 giugno, dalle 9.30 alle 12.30, alla Sala Grecale del Porto Antico.
Un appuntamento speciale aperto a chiunque, nella chiesa e nella città, ai referenti del sinodo come ai curiosi, a credenti e non credenti, basta che abbiano voglia di sognare con noi un tempo diverso, una comunità diversa, un popolo in cammino.
Ospiti, musica e reportage renderanno questa mattinata imperdibile. Racconteremo il lavoro fatto da centinaia di persone in questo secondo anno, ascolteremo voci capaci di visione per il tempo difficile e sfidante che stiamo vivendo come città, come paese, come chiesa. Saremo stimolati a sognare con i piedi per terra, a creare ponti, a ritrovare fiducia.
Come già raccontato sempre sulle pagine de Il Cittadino e sui canali di Extra, in queste settimane abbiamo completato gli incontri sui tre Cantieri che riguardano la nostra diocesi: ne parleremo ampiamente il 10 giugno, condividendone significati e prospettive.
Nel frattempo, stiamo perfezionando gli inviti a persone rappresentative di diversi ambienti della città, con le quali dialogheremo sul palco, in quel costante confronto tra chiesa e società che è insito nel Cammino. Nelle prossime settimane saremo in grado di darne notizia più precisa.
Non sarà un convegno né uno spettacolo ma risponderà alla necessità, più volte emersa nel corso del Cammino, di rinnovare i nostri linguaggi. Abbiamo iniziato a farlo dal titolo, quel verso tratto dal testo di “C’è tempo” di Ivano Fossati, che davvero ringraziamo. Per molti il Cammino sinodale è davvero un “tempo sognato” atteso da decenni, per alcuni fin dal Concilio Vaticano II.
Il sogno, però, comporta il rischio di illudersi, di desiderare l’impossibile, di risvegliarsi più smarriti e stanchi di quando ci siamo addormentati: sarebbe come – sempre per citare la canzone di Fossati – “smarrire un anello in un prato e c’era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato”. Eppure, per tanti, questo tempo bisognava pure sognarlo, come un richiamo esigente dello Spirito. Bisogna continuare a sognarlo perché il cammino è un percorso, non una meta già raggiunta. Chi ha partecipato agli incontri di questo secondo anno – di ascolto, confronto e progettazione – vive già la prima concretezza di questo sogno e si appassiona. Nell’incontro del 10 giugno vorremmo trasmettere tutto questo a chiunque – davvero chiunque – vorrà partecipare.

Don Gianni Grondona
Vicario episcopale
per la comunione ecclesiale
e la sinodalità